I benefici dell’ottimismo nel lavoro.

L’ottimismo facilita la quotidianità lavorativa e accende il pensiero fuori dagli schemi con un approccio molto realistico, che fa vivere la realtà focalizzati sulle sue opportunità.

Mantenere un atteggiamento positivo di fronte alle situazioni aiuta le persone ad essere più produttive e capaci di individuare soluzioni, indirizzando le proprie energie al raggiungimento di risultati; così facendo si rafforza la concentrazione, si annulla il senso di noia e si sente meno lo sforzo che il lavoro spesso ci richiede.

Ottimismo ed ottimisti.

Più volte l’ottimismo è associato al semplice pensiero positivo se non addirittura sconsiderato.

In realtà si tratta di una scelta che richiede fiducia nei confronti del futuro, una buona dose di sforzo, del metodo ed un approccio proattivo rispetto alla routine. Gli ottimisti infatti sono tutto meno che avventati, accettano la realtà e la inquadrano con molta lucidità.

L’ottimismo è quindi una risposta emotiva positiva che scegliamo di dare alla nostra esistenza. Prevede una strategia ragionata che costituisce la mappa che usiamo per affrontare le situazioni avverse riuscendo a trarre beneficio da ognuna di esse ed è una predisposizione a leggere la realtà dal suo lato migliore.

Oggi più che mai è vantaggioso farsi contagiare dall’ottimismo per credere in un futuro migliore soprattutto per le nuove generazioni. Peraltro è sempre più chiaro che un approccio simile, basato su dati scientifici, sia necessario per accompagnarci nel cambiamento epocale che stiamo vivendo.

Solo così possiamo accendere soluzioni per costruire un domani migliore. Se ben pensiamo la ricerca scientifica stessa esprime il suo tratto aperto, privo di barriere, confrontando le conoscenze acquisite a favore di una grande intelligenza collettiva. Non è forse questo un approccio razionalmente ottimista?

Non è necessario essere ottimisti di natura, la buona notizia è che tutti possiamo scegliere di esserlo a patto di accettare un nuovo modo di pensare,  libero da sovrastrutture e fuori dagli schemi.

L’ottimista: il costruttore per eccellenza.

L’ottimismo è quindi un abito mentale che tutti possiamo allenare.

In fin dei conti l’ottimista è il costruttore per eccellenza, sviluppa una forza di volontà che permette di individuare le soluzioni, mentre paura e pigrizia generano solo scusanti che invalidano l’azione. Si concentra sui successi più che sui fallimenti, sa che bisogna fare pratica e l’errore è vissuto come una conferma di azione. E’ intraprendente, rifiuta l’atteggiamento passivo, perché ha fiducia nelle proprie capacità e dimostra forte resistenza. Gioisce per i successo altrui tanto quanto per il proprio, si impegna solo per  raggiungere il meglio con leadership e visione riconoscibili.

L’ottimismo porta a giudicare gli eventi negativi come temporanei ed esterni a noi. In questa modo si resta orientati sempre all’azione, non ci si colpevolizza inutilmente e non si drammatizza la situazione.

Quindi l’ottimismo non vi sembra parte rilevante del problem solving e della resilienza?

Una delle caratteristiche più evidenti dell’ottimista è quella di saper trovare soluzioni di fronti ai problemi, rispondendo con pensieri positivi e scoprendo le potenzialità in se stessi.

Ottimismo motore del benessere.

I benefici dell’ottimista sono molteplici sia a livello fisico che relazionale, così come sia in ambito di vita privata che lavorativa. Ottiene risultati migliori nel mondo del lavoro, ha una rete sociale affidabile e solida su cui può contare, pronta a sostenerlo quando necessario.

Gli ottimisti sono più riconoscenti, provano un senso di gratitudine per le piccole cose, illuminano ciò che  è buio e sono sempre propositivi. Vivono la vita con entusiasmo che sa essere contagioso, diffondendo energia positiva intorno a loro e nei team di lavoro. Credono nel potere della collaborazione e normalmente hanno uno spiccato senso di squadra perché amano condividere le conoscenze, consapevoli del valore dello scambio  e del contributo altrui. Desiderano essere pronti a gestire l’inaspettato e per farlo, sono organizzati e capaci di predisporre tempo e risorse per re-agire tempestivamente ai cambiamenti. Infine sono decisamente flessibili, non pongono resistenza al nuovo, piuttosto dimostrano curiosità ed apertura vedendo nel cambiamento un’opportunità ed una sfida costruttiva.

Il biglietto da visita dell’ottimista è il sorriso sincero di chi affronta le giornate con il buon umore a prescindere dalle condizioni esterne che è ben consapevole di non poter cambiare, mentre molto sa di poter fare agendo su se stesso.

La speranza è migliore amica dell’ottimismo, fa sognare il futuro luminoso a dispetto di chi dimostra il contrario, è la volontà creativa di provare e riprovare senza arrendersi. Attiva le energie migliori e quando incontra l’intuito allora tutto può succedere, senza confini di pensiero, spazio e tempo.

Lasciando parlare la scienza, si è dimostrato attraverso molteplici ricerche l’incremento del benessere psico fisico attribuito alla mentalità positiva. L’ottimismo, per esempio, è legato alla longevità, lo dice una ricerca iniziata nel 1960 e conclusa negli anni 2000. Chi è propenso a vedere il mondo a colori non si ferma davanti alle difficoltà e  cerca sempre  di superarle andando oltre all’ostacolo che non vive mai come insormontabile.

ENDES e l’ottimismo.

L’ottimismo, tratto distintivo di Endes, è stato un utile compagno in questo periodo e continuerà ad esserlo per costruire un futuro migliore.

Ben lontano dall’utopia, ha condotto le scelte ragionate riuscendo a vedere oltre al tunnel della pandemia e dei decreti. E’stato benzina che ha sempre tenuto accesi i motori, consapevoli del fatto che aspettare sarebbe stata una scelta passiva poco lungimirante e responsabile.

L’ottimismo ci ha fatto immaginare scenari che poi si sono realizzati, ci ha spinto a scoprire cosa succedeva fuori dall’Italia nei primi mesi più bui, ci ha fatto essere pionieri dell’innovazione,  ha acceso in noi l’entusiasmo di fronte al nuovo mondo degli eventi e quella curiosità necessaria per formarsi adeguatamente e trovarsi pronte e preparate a re-agire.

ENDES ed i benefici dell’ottimismo.

Se l’ottimismo porta beneficio anche nel lavoro? Eccome, ecco i frutti del nostro approccio:

  • L’ottimismo appassiona le hostess durante gli incontri di formazione
  • L’ottimismo calamita le persone migliori nella selezione del personale
  • L’ottimismo contribuisce a farci reagire positivamente e risolvere più in fretta i possibili imprevisti durante un evento
  • L’ottimismo ci aiuta a far realizzare con successo anche le richieste impossibili che alcuni Clienti riescono a fare!
  • L’ottimismo mette le ali al brainstorming quando lavoriamo sul concept di un evento
  • L’ottimismo ci fa essere una squadra dinamica sempre in cerca di miglioramento
  • L’ottimismo ci ha portato un progetto innovativo Heritage per i nostri 25 anni.
  • L’ottimismo è un ingrediente perfetto che mettiamo nelle relazioni con nostri i Clienti
  • L’ottimismo ci ha sostenuto nel nostro primo grande evento digitale con migliaia di persone collegate da remoto in piena pandemia, quando ancora si discuteva sui benefici del phygital
  • L’ottimismo ci fa immaginare progetti decisamene fuori dagli schemi
  • L’ottimismo ci ha spinto a cercare soluzioni innovative per emozionare i Vostri Ospiti dietro allo schermo durante gli eventi.
  • L’ottimismo ci fa giudicare le gare perse come occasioni per imparare e far meglio la volta successiva
  • L’ottimismo ci fa accogliere le persone con un sorriso aperto e sincero che provoca benessere
  • L’ottimismo ci conduce nelle formazioni interna e nei percorsi di team coaching che richiedono la capacità di mettersi in gioco senza remore
  • L’ottimismo ci porta allegria e quel senso di sana leggera follia
  • L’ottimismo ci rende libere e capaci di andare oltre alla consuetudine
  • L’ottimismo ci fa essere certe che la pandemia è stata un’opportunità
  • L’ottimismo accende il nostro entusiasmo
  • L’ottimismo è per noi vitalità, la nostra volontà di cercare la vita in ogni contesto

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